Il vitigno principe è il Sangiovese e qui si potrebbe definire una relazione matematica immediata: il Sangiovese della Costa Toscana Sud sta al Sangiovese delle grandi zone dell’interno come il Cabernet mediterraneo di Bolgheri sta al Cabernet atlantico di Bordeaux.
Il Sangiovese del Morellino e della Maremma gode di un clima caldo, quindi adatto a offrire vini morbidi e rotondi ma con suoli che garantiscono, pur nella loro diversità, dei livelli di acidità adatti a rendere i vini comunque sempre bilanciati e dinamici.
La complessità dei suoli permette anche il perfetto adattamento di alcune varietà autoctone da sempre presenti in zona. I terreni tufacei e vulcanici del comprensorio di Pitigliano, Sorano e Sovana si sono dimostrati altamente vocati alla coltivazione del Ciliegiolo, che raggiunge a Sovana picchi di eccellenza, così come le varietà a bacca bianca offrono il massimo di sé a Pitigliano.
Oltre alla struttura vulcanica dei suoli, sono rilevanti i fattori ambientali: le estati sono per lo più siccitose e le condizioni di aridità sono accentuate dai venti che soffiano con frequenza soprattutto dal terzo al quarto quadrante; in particolare, nella primavera soffiano venti di Scirocco e di Libeccio (nelle aree più prossime al mare piuttosto carichi di salsedine), mentre nell’estate soffia il Maestrale che, sebbene provenga dal mare, è asciutto, regolando di fatto la temperatura e contribuendo alla sapidità dei vini.
Parlando di vitigni bianchi non si può ignorare il fenomeno Ansonica, che ha per ora numeri piuttosto bassi, ma che fa prefigurare risultati inaspettati se curato con maggiore impegno.
L’Ansonica o Ansonaco (o Inzolia in Sicilia) è l’uva portante del vino Marsala e dalla Sicilia si è diffusa sulle coste tirreniche della Toscana, da Suvereto alla Maremma grossetana e sulle isole, soprattutto Elba e Giglio e sul promontorio del Monte Argentario.
Si tratta di un’uva difficile, con buccia spessa e piuttosto colorata, bassa acidità e proprio per questo si trova a suo agio in riva al mare, in presenza della salsedine dalla quale assorbe sapidità e sentori marini, richiedendo in cambio una cura estrema nel contatto con le bucce.
La viticoltura dell’Ansonica, soprattutto nel caso dell’Isola del Giglio, assume caratteri di viticoltura eroica, con vigneti di piccole dimensioni arroccati su pendii estremi, senza possibilità dell’impiego di macchine
Di contro si sono verificati casi di valutazioni fuori dalla norma per alcuni di questi vini, come ad esempio il Perseo&Medusa di Pier Paolo Giglioni che ha raggiunto a Shanghai la quotazione di 300.000€ a bottiglia (fonte Il Sole 24 Ore).
Un’ennesima perla tra i Grandi Cru della Costa Toscana.