Siamo a ridosso dell’Appennino, sotto i picchi dell’Altopiano delle Pizzorne. L’acqua non manca, fiumi e fossi scendono dalla montagna con correnti sempre generose.
L’effetto della Costa qui si esprime con la mitigazione delle umidità, ma il clima è sempre fresco e con pochi eccessi di calore.
I vitigni autoctoni come il Sangiovese maturano senza problemi e accettano la presenza di compagni internazionali come Cabernet Sauvignon e Franc, Merlot, Syrah.
La zona più ad est, quella di Montecarlo, era conosciuta agli inizi del secolo scorso come lo Chablis di Toscana, per la qualità di numerosi vini bianchi prodotti.
Oggi prevalgono le uve toscane come il Sangiovese, accanto a ottimi Syrah e Pinot Neri, mentre a livello di vinificazione si incontrano numerosi vini spumanti.
La zona più a nord della Provincia ha visto nel recente passato una transizione dal Chianti Colline Pisane alla nuova denominazione Terre di Pisa. L’area comprende le colline di San Miniato, il comprensorio di Terricciola, in Val d’Era fino alla foce dell’Arno, con le colline di Crespina e Fauglia.
L’attenzione attuale per il Sangiovese è molto rigorosa.
Questo vitigno continua a costituire l’asse portante delle produzioni, con un consistente recupero di terreni a vocazione potenzialmente molto alta. Molta attenzione viene prestata anche ai vitigni Cabernet, Merlot, Syrah che trovano il sostegno della recentemente istituita IGT Costa Toscana.
Scendendo a sud, è la valle del fiume Cecina a dividere due importanti zone della Costa. La riva destra del fiume è riunita nelle Colline di Riparbella, con una situazione pedoclimatica di assoluto rilievo.
Il territorio è vocato alla vite sin dal periodo etrusco con una biodiversità dei terreni unica. Nella parte nord della valle, i suoli sono principalmente argillosi di antica origine lacustre, con presenza di scheletro a “palombini” (calcare di alberese).
I terreni sono particolarmente vocati al Sangiovese. Nella parte centrale si trovano anche inclusioni di terreni vulcanici, con composizione particolarmente adatta ai vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon e Franc e Merlot.
Inoltre il fiume genera un clima molto particolare: nelle calde notti d’estate, dopo il tramonto, si leva una corrente di aria fresca che scende dai colli di Volterra verso il mare, temperatura e umidità calano, consentendo perfette e graduali maturazioni delle uve. In questa zona si è assistito negli ultimi anni all’insediamento di importanti realtà produttive dai nomi molto prestigiosi.
Notevoli risultati si riscontrano anche tra i vini bianchi: a Riparbella un bianco è il primo fra i vini top della Costa Mediterranea in un recente articolo di Decanter.
La riva sinistra del Cecina è invece tuttora dedicata alle produzioni della DOC Montescudaio nei comuni di Montescudaio, Guardistallo e Casale Marittimo, anche se le rivendicazioni sono indirizzate maggiormente alla IGT Costa Toscana, dal momento che la DOC, una delle più anziane della zona, ha perso molte delle sue attrattive ed una delle missioni dell’Associazione Grandi Cru è quella di riportare il prestigio del nome al suo valore storico.